Problemi conservativi e metodologici: il restauro di un falso ottocentesco – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

Lo studio di tesi della rotella F.16, proveniente dall’Armeria Reale di Torino, ha riservato elementi distintivi inaspettati, che hanno dettato le necessità di specifici approfondimenti e verifiche. L’esame dell’oggetto, unito ai dati derivanti dalle vicende storiche ricostruite ha portato, prima a ipotizzare e poi a definire, lo scudo come una realizzazione ottocentesca. L’intervento di restauro ha quindi dovuto confrontarsi con le problematiche relative alla metodologia e al restauro dei falsi: restaurare un falso significa dover garantire la conservazione e la riconoscibilità delle caratteristiche di falsità del manufatto. I dati ricavati, unitamente alle considerazioni di metodo maturate, hanno guidato infine le scelte dell’intervento.

L’intervento di restauro ha costituito un’importante occasione di studio e approfondimento che ha permesso di far luce su diverse questioni lasciate irrisolte: dalle vicende storiche e conservative che hanno contraddistinto la storia del manufatto, alla definizione dei concetti di copia, imitazione e falso in rapporto allo sviluppo della teoria del restauro e all’attuale dibattito sul tema dell’autenticità.

La rotella è, come tutti gli oggetti dell’Armeria Reale, fortemente contrassegnata dalla complessa storia del museo: le vicende conservative rintracciate riflettono infatti alcuni fondamentali passaggi storici, dalla sua istituzione fino ai giorni odierni. L’approfondito studio delle carte d’archivio e delle pubblicazioni relative al manufatto, ha portato alla ricostruzione delle vicende storiche e conservative. […]

Sorgente: Problemi conservativi e metodologici: il restauro di un falso ottocentesco – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

QA turismo cultura & arte-Cultura a casa: 15 musei da visitare online

16/03/2020 Federica Giosi

Con un semplice click è possibile visitare i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano-Musei dei Fori Imperiali e il Museo dell’Ara Pacis. La lista dei musei e degli enti visitabili online è davvero lunga – dal Quirinale ai Musei Vaticani, dalla Galleria Borghese alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea – tramite i social e i siti web delle strutture o navigando su Google Arts & Culture, un incredibile mezzo senza barriere che permette di esplorare i 60 migliori musei del mondo anche attraverso Street View; gli algoritmi utilizzati da Google hanno permesso di esaminare ed etichettare non solo le opere d’arte ma anche le fotografie e le opere digitali.

Sorgente: QA turismo cultura & arte-Cultura a casa: 15 musei da visitare online

Senza cultura non si vive. Abbiamo reagito bene all’emergenza, ma ora pensiamo a come continuare quando finirà

Come ha reagito la cultura all’emergenza coronavirus? Bene, e ne siamo orgogliosi. Ma ora bisogna riflettere su cosa rimarrà quando tutto finirà. Con la speranza che non sia stata solo una sbornia momentanea.

Sorgente: Senza cultura non si vive. Abbiamo reagito bene all’emergenza, ma ora pensiamo a come continuare quando finirà

Il Polittico Griffoni, capolavoro del rinascimento, arriva a Bologna – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

Un evento che, per la prima volta dopo 300 anni, dal 12 marzo al 28 giugno, riunisce a Palazzo Fava, le 16 tavole originali, grazie a straordinari prestiti di tutti i musei proprietari, dalla National Gallery di Londra, alla Pinacoteca di Brera di Milano, dal Louvre di Parigi, alla National Gallery of Art di Washington, solo per citarne alcuni.

Sorgente: Il Polittico Griffoni, capolavoro del rinascimento, arriva a Bologna – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

L’amore secondo Francesco Hayez. Da quello romantico a quello segreto, cinque opere del grande pittore

Amore romantico, amore drammatico, amore letterario, amore segreto, amore passionale: cinque declinazioni dell’amore secondo il grande romantico Francesco Hayez.

Sorgente: L’amore secondo Francesco Hayez. Da quello romantico a quello segreto, cinque opere del grande pittore

QA turismo cultura & arte-Svelati i segreti del Tempio D della Valle dei Templi ad Agrigento

04/02/2020 Ilaria Inchingolo

Verranno rivelati i segreti di uno degli edifici sacri più misteriosi della Valle dei Templi ad Agrigento. Per la prima volta dopo 2500 anni dalla sua costruzione, a giugno verranno iniziate, con la direzione scientifica di Gianfranco Adornato della Scuola Normale Superiore di Pisa, insieme al Parco Archeologico e Paesaggistico, le ricerche di scavo e rilievo al tempio D ed all’area sacra. Edificio di età classica sul limite orientale dello sperone meridionale della Collina dei Templi, il tempio D, erroneamente attribuito a Hera Lacinia, subì un incendio da parte dei Cartaginesi nel 406 a.c., ed in seguito fu restaurato dai Romani. I recenti segnali di intervento rimandano all’anastilosi settecentesca. Gli scavi fanno parte di una convenzione stipulata dalla Scuola Normale Superiore con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento ed inizieranno a giugno, con percorsi formativi di scavo-scuola rivolti agli allievi del corso ordinario e del perfezionamento della Scuola Normale alla quale prenderanno parte anche ricercatori e studenti di altre Università.

Sorgente: QA turismo cultura & arte-Svelati i segreti del Tempio D della Valle dei Templi ad Agrigento