QA turismo cultura & arte-WHAT IF: un museo temporaneo di realtà virtuale

14/01/2020 Lorenzo Maria Lucenti

“WHAT IF. La riproducibilità tecnica nell’epoca dell’opera d’arte” è il museo temporaneo di realtà virtuale allestito al Vitruvio Virtual Museum, in occasione di Arte Fiera 2020. Sarà possibile visionarlo dal 23 al 26 gennaio, allocato presso i nuovi spazi di VRUMS – Virtual Realty Arts Rooms (Via Zaccherini Alvisi 8, Bologna).

«L’esposizione – ha spiegato la curatrice Eleonora Frattarolovuole fare il punto della situazione sulle potenzialità e lo sviluppo della realtà virtuale in campo artistico (dal cinema, all’architettura, alla pittura) attraverso opere che configurano realtà sorte nel passato, o proiettate nel futuro, in mondi fantastici, frutto di immaginazioni totalizzanti».

Al centro di tutto c’è l’esperienza virtuale, che può essere vissuta in prima persona. Il museo temporaneo ospita cinque opere che forniscono questa esperienza: What if, che dà il nome all’esposizione, Synapse, Casa DO UT DO, Casa Malaparte e Tributo a Freak Antoni. Ad eccezione di What if, tutte le altre opere sono state già esposte in alcuni dei musei italiani.

Sorgente: QAeditoria.it – QA turismo cultura & arte

Bioconsolidamento, batteri per il restauro – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

Definizione e nuove frontiere di una particolare ed innovativa modalità di consolidamento, cioè di quella […]

Sorgente: Bioconsolidamento, batteri per il restauro – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

QA turismo cultura & arte-Ritrovato in Egitto il libro illustrato più antico al mondo

06/01/2020 Federica Giosi

[…] Si tratta di un testo funebre, una guida topografica che mostra i due percorsi, ricchi di ostacoli, uno via terra e l’altro via fiume, che lo spirito del defunto doveva intraprendere per approdare al cospetto di Osiride, sovrano e giudice supremo del regno dei morti. Il testo è inciso sulle pareti di legno del sarcofago per essere letto dal defunto durante il suo viaggio. Possiede una duplice natura storico-ritualistica, non serviva solo a condurre il defunto nell’aldilà, ma a proteggerlo da ogni sorta di minaccia presente negli inferi. Insomma, un misto tra racconto d’avventura e “formula magica” rituale.

Gli antichi egizi erano ossessionati dalla vita in tutte le sue fasi (e la morte era nuova vita), non c’è da stupirsi dunque della necessità di una guida, come questo libro, per attraversare l’odissea purgatoria che li avrebbe attesi dopo la morte terrena. […]

Sorgente: QAeditoria.it – QA turismo cultura & arte

L’emozione del Guercino e del suo dramma sacro, nella sua Cento

Il Guercino teneva molto a questa chiesa, e lo stesso legame è quello che la unisce agli abitanti di Cento. Che dal 2012 però non vi possono più entrare: duramente colpita dal sisma che, nel maggio di quell’anno, ha squassato le province di Modena, Ferrara, Mantova e Rovigo, la chiesa del Rosario da quell’anno non è più agibile, né ancora si riesce a immaginare una data a partire dalla quale i centesi potranno tornare a vederla aperta e in attività. Nel frattempo occorreva tuttavia agire per far sì che almeno le opere conservate al suo interno non fossero celate alla vista di cittadini e forestieri: Cento si rispecchia nel Guercino, il pittore è il nume tutelare di questa città, è un luminoso faro della comunità, gli abitanti lo considerano una specie di patrono laico e non ufficiale. Mossi da questa consapevolezza e dall’amore nei confronti del loro grande artista, i centesi, dopo il terremoto dell’Emilia, sistemate le persone e avviata e condotta a buon punto la ricostruzione, hanno lavorato per dar finalmente accoglienza a ciò che fin dalle prime scosse non era più dato vedere: le opere del Guercino che si trovavano negli edifici sferzati dai movimenti della terra. Sette anni più tardi, trovata una sede adatta, ovvero la settecentesca chiesa di San Lorenzo, trasformata per l’occasione in Pinacoteca, i dipinti di Giovanni Francesco Barbieri sono nuovamente visibili, e ciò ch’era un tempo nei musei e nelle chiese della città adesso forma il percorso della mostra Emozione barocca. Il Guercino a Cento, allestita nella nuova “Pinacoteca San Lorenzo” e nella Rocca di Cento, e curata da Daniele Benati.

Sorgente: L’emozione del Guercino e del suo dramma sacro, nella sua Cento

QA turismo cultura & arte-Ninfa, un progetto per il restauro delle antiche rovine

15/12/2019 Filomena Merola

Via libera al progetto di restauro dei manufatti architettonici del Giardino di Ninfa a Cisterna di Latina avviato dalla Fondazione Roffredo Caetani. In particolare il progetto, finanziato con circa 338mila euro provenienti dai fondi dell’8 per mille dell’Irpef riferita all’anno 2016, prevede una serie di interventi per la ristrutturazione della copertura dell’antico palazzo comunale, del retro dell’abside della chiesa di Santa Maria Maggiore, dell’antica dogana in prossimità del Ponte del Macello e della casa a schiera, anch’essa risalente nel periodo che va tra il XII e XIII secolo.

Il progetto è in linea con i restauri che sin dalla sua costituzione la Fondazione Roffredo Caetani ha finanziato e tenuto per il mantenimento dell’antica città medioevale su cui la famiglia Caetani ha poi, agli inizi del ‘900, realizzato lo splendido Giardino di Ninfa. Nel caso specifico gli edifici oggetto di questo intervento sono tra i più importanti non solo per il loro valore storico e culturale ma anche sul piano letterario. Uno di questi infatti è proprio il luogo dove Giorgio Bassani amava fermarsi per prendere appunti e dove ha tratto ispirazione per scrivere parte del Giardino dei Finzi Contini. I lavori dureranno alcune settimane e vede impegnato un team di esperti tra cui spicca, tra i consulenti scientifici, l’architetto e professoressa Daniela Esposito, direttore della Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Roma e i docenti del dipartimento di Storia, disegno e restauro dell’architettura dell’Università La Sapienza di Roma.

Sorgente: QA turismo cultura & arte-Ninfa, un progetto per il restauro delle antiche rovine

QA turismo cultura & arte-Egitto, scoperta rara statua di Ramses durante uno scavo clandestino

15/12/2019 Federica Giosi

Riportata alla luce una straordinaria statua in granito rosa del faraone Ramses II, a circa 20 km dalle piramidi di Giza. Il reperto è il primo busto del genere ad essere rinvenuto nella zona.

Come è stato reso noto, durante una conferenza stampa a Il Cairo, il reperto è stato trovato la scorsa settimana dalla squadra di archeologi del Ministero a sud-ovest della capitale egiziana.

L’importante scoperta è frutto di una vicenda fortuita: uno scavo non autorizzato avviato da un uomo di 62 anni che si era messo a scavare sotto la propria abitazione nel villaggio di Mit Rahina, non lontano dall’antica città di Menfi. L’operazione illegale è stata interrotta, lo scorso novembre, con l’arresto dell’uomo, ma gli archeologi del Consiglio superiore delle antichità egizie hanno deciso di continuare gli scavi (questa volta autorizzati).

Nel busto-ritratto Ramses il Grande indossa una parrucca e una grande corona. La parte superiore della statua (l’unica ritrovata intatta) misura 1,05 metri di altezza ed è larga 45 centimetri. Gli esperti hanno confermato l’identificazione della statua grazie a un epitaffio solitamente associato a Ramses, “Nakht Mari Matt” (forte toro), inciso sul retro della scultura. Moustafa Waziri, segretario generale del Consiglio superiore delle Antichità egizie, ha precisato che la statua immortala Ramses II nella posa di “Elka”, che è un “simbolo di forza, vitalità e spirito”. […]

Sorgente: QA turismo cultura & arte-Egitto, scoperta rara statua di Ramses durante uno scavo clandestino

QA turismo cultura & arte- Archeologia. Scoperta nel viterbese una necropoli ed una chiesa romanica di grandi dimensioni

12/12/2019

La località è indicata con il toponimo di ”Piana di S.Valentino”, identificato sulla base di un documento del XV secolo. Qui è stata  fatta un’altra eccezionale scoperta in un area archeologica nei monti Cimini compresa tra i Monti S. Antonio, Turello e Roccaltia: Il perimetro di quella che doveva essere un imponente chiesa, una necropoli con tombe romaniche e antropomorfe,oltre a  fibule, monete e scheletri. La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Lazio, ha anticipato la notizia in escusiva a AdnKronos. La chiesa con un’unica navata di 20 metri per 8 e strutture murarie di oltre 1 metro, è posizionata su una altura

“Si tratta – spiega all’Adnkronos Giancarlo Pastura, archeologo della Tuscia University e direttore del museo archeologico Agro Cimino – di un’area inedita, dove a partire dal 2015 l’Università della Tuscia, in collaborazione con la soprintendenza e il Comune di Soriano nel Cimino, ha avviato lo scavo di questo grande edificio di culto, databile al XII secolo d.c. rifondato però su di un edificio di culto ancora più antico, VII – XI secolo, di cui è stata rinvenuta anche l’epigrafe dedicatoria”

“Adiacente a questo edificio – sottolinea Pastura – c’è un’estesa area di necropoli attribuibile all’epoca alto medievale e a quella pienamente medievale. La prima necropoli è composta di tombe ‘a logette’, antropomorfe con l’incavo per la testa, di periodo altomedievale, poi c’è la necropoli romanica, ma le testimonianze attorno all’area sono tante altre. Testimonianze di epoca romana, legate alle ville rustiche e poi le pestarole, vasche scavate nel masso tufaceo dedicate all’attività lavorativa, probabilmente legate alla produzione del vino”. “Un esempio della maestosità dell’edificio romanico – osserva l’archeologo all’Adnkronos – viene dalla soglia rinvenuta, ancora nel sito, realizzata con grande cura e che ci indica l’importanza della committenza e l’importanza del corpo di fabbrica, a testimonianza dai preziosi materiali ritrovati che attestano una forte assonanza stilistica con i principali edifici romanici presenti nella stessa zona. Sulla soglia inoltre, ci sono figure che richiamano temi ben precisi ma ancora da studiare per definirne l’esatta cronologia”.  […]

Sorgente: QA turismo cultura & arte- Archeologia. Scoperta nel viterbese una necropoli ed una chiesa romanica di grandi dimensioni

QA turismo cultura & arte-Scoperti nel Kurdistan iracheno 10 bassorilievi assiri

11/12/2019 Federico Maria Santilli

Dieci imponenti rilievi rupestri raffiguranti il sovrano e i principali dei d’Assiria sono stati rinvenuti lungo un grande canale d’irrigazione scavato nella roccia nel sito archeologico di Faida, a circa 20 km a sud della città di Duhok, nel Kurdistan iracheno. La scoperta è frutto della collaborazione tra l’Università degli Studi di Udine e la Direzione delle Antichità di Duhok nell’ambito del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive (Land of Nineveh Archaeological Project – LoNAP), che mira a documentare, tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio archeologico della regione irachena posta nell’entroterra dell’antica Ninive, la capitale del vecchio impero assiro, oggi corrispondente a Mosul. […]

Sorgente: QA turismo cultura & arte-Scoperti nel Kurdistan iracheno 10 bassorilievi assiri

QA turismo cultura & arte-Ritrovato dipinto a Piacenza, sarebbe un Klimt rubato

11/12/2019 Ilaria Inchingolo

Era uno dei quadri rubati più ricercati al mondo. Ma in seguito ad un furto piuttosto singolare il giorno prima di una mostra, il ‘Ritratto di signora’ di Gustav Klimt sembrerebbe essere rimasto nascosto per 22 anni e 9 mesi in un’intercapedine su un muro esterno del museo, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza, da cui è stato prelevato.

Il quadro era quasi finito tra i rifiuti fino a quando un addetto ai lavori di pulizia dello spazio esterno lo ha trovato, chiuso in un sacco nero, in una cavità protetta da uno sportello in lamiera che era stata, nel frattempo, nascosta nell’edera. Nei prossimi giorni indagini più specifiche chiariranno la questione dell’autenticità dell’opera, ma una prima expertise ha dimostrato che siamo di fronte proprio a quella tela: nella parte posteriore vi sono anche i timbri delle diverse occasioni in cui il dipinto era stato esposto. […]

Sorgente: QA turismo cultura & arte-Ritrovato dipinto a Piacenza, sarebbe un Klimt rubato