25 anni del Comitato dei tabernacoli, il programma del convegno – gonews.it

Domenica 29 ottobre, dalle 9 alle 13.40 presso l’Auditorium al Duomo in via De’ Cerretani 45 a Firenze, si terrà l’evento che sancisce i 25 anni dell’istit

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VIDEO – Com’era e com’è diventato dopo il restauro il pulpito ligneo di San Domenico

Restituito alla comunità dei fedeli un gioiello del barocco bitontino

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Beni culturali: i requisiti di direttore tecnico e progettista nel nuovo regolamento Mibact-Mit

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Bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali – integrazione della Commissione.

 

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Avvisi/visualizza_asset.html_354090886.html

La visione digitale della National Gallery di Londra – Archeomatica

L’uso di big data e analisi predittive per i visitatori dellaNational Gallery di Londra.

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Un sistema portatile rileva il degrado sui Beni Culturali non visibile ad occhio nudo – Archeomatica

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CANTIERI DELLA CULTURA: DAL FUMETTO ALL’ARCHEOLOGIA, OLTRE 133 MILIONI DI EURO PER GRANDI PROGETTI CULTURALISì della Conferenza Stato-Regioni agli investimenti del Mibact

Sito web del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

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CITES: cosa comporta per i restauratori del legno.

Sono stati aggiornati gli allegati alla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (C.I.T.E.S.).

Questo allegato, la Notifica del Segretariato n. 63/2016, elenca le modifiche alle appendici decise dalla 17A Conferenza delle Parti della C.I.T.E.S., che saranno a breve incluse negli allegati del Reg. (CE) n.338/97.

cites La Convenzione prevede che si possono importare e/o (ri)esportare animali e piante, loro parti e prodotti derivati inclusi nelle Appendici della CITES e negli Allegati dei Regolamenti Comunitari solo se autorizzati.

Vengono, infatti, richiesti permessi che riportano dati precisi in riferimento alle specie che si intendono movimentare (esempio: data di rilascio e di validità, denominazione scientifica e comune della specie, descrizione esatta della merce e gli estremi dell’origine/provenienza della medesima, etc.).

In Italia i certificati sono rilasciati dal Corpo forestale dello Stato e dal Ministero dello sviluppo economico.

Le violazioni della Convenzione sono punite con le sanzioni previste dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150 e successive modifiche che, oltre a prevedere specifiche sanzioni per i reati di violazione della normativa C.I.T.E.S., indica precise misure per regolamentare la detenzione ed il commercio delle specie.

La legge 150/92 configura l’inosservanza dei sopraelencati divieti come reati e li penalizza con l’arresto o l’ammenda e, sempre, con la confisca degli esemplari o dei prodotti.

Si affida al Corpo forestale dello Stato la sorveglianza sull’applicazione della normativa che viene effettuata dai Nuclei Operativi istituiti presso le dogane abilitate ed i Servizi C.I.T.E.S Territoriali.

citesNella predetta nota si evidenzia, inoltre, che i soggetti tenuti alla compilazione del registro di detenzione di cui al D.M. 8 gennaio 2002 che detengano esemplari di specie animali e vegetali (o prodotti derivati) di nuova inclusione negli allegati A e B al regolamento 338/97, dovranno riportare tali specimen sul registro entro trenta giorni dall’entrata in vigore dei nuovi allegati.

Chi ne fosse sprovvisto potrà richiedere tale registro al Servizio certificazione CITES del Corpo forestale dello Stato competente per territorio.

citesIn una nota del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, autorità nazionale responsabile in via principale dell’applicazione della C.I.T.E.S., si fa presente che, ai sensi dell’art. 5 bis della legge 7 febbraio 1992 n. 150, coloro che detengano esemplari delle nuove specie iscritte nell’allegato A del regolamento338/97 dovranno farne denuncia al Servizio certificazione CITES del Corpo forestale dello Stato competente territorialmente entro novanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – seconda serie speciale – del regolamento comunitario che modificherà i citati allegati al regolamento 338/97.

Ovviamente i prodotti che acquistiamo, essenze lignee esotiche necessarie per il reintegro di lacune nei componenti di arredo di inizio secolo XX, sono regolarmente certificati, quantomeno il venditore è in possesso dei regolari permessi.

Il problema nostro nasce per tutti quei residui di acquisti che abbiamo fatto tanto tempo fa, di cui, essendo passati più di dieci anni1, non siamo più in possesso di fattura d’acquisto, e non siamo in grado di dimostrare la provenienza del materiale.

CNA Artistico Nazionale incontrerà a breve i ministeri competenti (MISE e Ambiente), l’Agenzia delle Dogane e il Corpo Forestale per approfondire la materia.

 


-1 – I documenti debbono essere conservati per 10 anni; personalmente, anche per esigenza di spazio, rimuovo le fatture nell’11° anno.

Volontariato e manutenzione dei Beni Culturali

Da qualche anno le amministrazioni pubbliche ricorrono all’utilizzo di personale volontario, non sempre qualificato, per la manutenzione dei beni culturali presenti sul territorio.

Si stanno verificando assegnazioni di interventi di manutenzione di beni culturali a volontari, da parte di prefetti o sindaci, non rispettando la legislazione in materia e scavalcando le Istituzioni preposte al controllo.

Il 3 febbraio 2014, il Prefetto di Pisa, convoca una riunione con gli altri attori istituzionali cittadini durante la quale assegna all’associazione “Amici dei Musei”, cittadina, la manutenzione ed il pronto intervento sui beni culturali della città.
Informazioni.

16 giugno 2014, a detenuti del carcere di Bollate viene assegnato il restauro conservativo della fontana di Villa Burba a Rho.
Vedi.

26 gennaio 2015, volontari ripuliscono gratis la fontana di Monteoliveto -NA-, in degrado e ricoperta di scritte.
Vuoi leggere?

maggio 2015, gruppi di volontari ripuliscono la città di Milano dalle tracce lasciate dalla manifestazione in occasione dell’inaugurazione dell’EXPO. Purtroppo nell’entusiasmo generale, hanno rimosso anche un murales realizzato nel 2001 da Pao e Linda.
Info.

Bologna vede assegnata ad una decina di squadre di volontari la rimozione di graffiti e scritte varie: esistono delle linee guida per regolamentare le attività, ma, trattandosi spessissimo di laterizi “storici”, non è sufficiente. Ordinanza del Comune di Bologna.

Questo è un breve sunto degli episodi accaduti e che si rinnovano; se ne potrebbero elencare altri, ma sono sufficienti.

Riflessioni sugli interventi affidati a volontariato

Immagine presa da internet: qui

Abbiamo visto alcuni episodi di accesso ad interventi manutentivi di beni culturali assegnati a volontari.

Ora valutiamone la legittimità: per la legge italiana, l’abbiamo visto in precedenza, può intervenire su beni culturali e/o di importanza storica, in altre parole sottoposti a Tutela dalle strutture ministeriali, soltanto chi possiede una qualifica di restauratore o collaboratore restauratore; questo è stabilito dal Dlgs 42-04.

Inoltre la legge 294 del 3 agosto 2000, stabilisce che in un’impresa (o cantiere) con più di quattro addetti, ci sia la presenza di almeno il 20% di restauratori, e almeno il 50% di operatori qualificati, qualifica definita nell’art. 8 della stessa: Operatore qualificato per i beni culturali.

1. Per gli effetti del presente regolamento, per operatore qualificato per i beni culturali si intende colui che ha conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a due anni, ovvero ha svolto lavori di restauro di beni mobili di interesse storico, artistico o archeologico, o di superfici decorate di beni architettonici, per non meno di quattro anni, anche in proprio. L’attività svolta è dimostrata con dichiarazione del datore di lavoro, ovvero autocertificata dall’interessato ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, accompagnata dal visto di buon esito degli interventi rilasciato dall’autorità preposta alla tutela dei beni oggetto del lavoro.

Per quanto riguarda i restauratori di beni culturali qualificati, siamo in attesa del Bando di accesso alla procedura di qualificazione ministeriale, annunciato per il 30 agosto; se qualcuno fosse interessato a conoscere quanto sia richiesto per il riconoscimento può leggere l’articolo 182 del citato Dlgs 42/04 o consultare le linee guida ministeriali di interpretazione dello stesso scaricandole da qui.

È praticamente impossibile che associazioni autonominatesi amici dei beni culturali, o dell’arte, o dei musei, possano essere costituite in modo da soddisfare le normative legislative nazionali; risulta del tutto evidente che queste assegnazioni, seppur fatte da strutture periferiche dello stato, siano completamente illegali.

Questo tralasciando gli aspetti tecnici e di competenze professionali.

Come può essere utilizzato il volontariato.

Dopo i brevi excursus su volontariato e problematiche del restauro di beni culturali, occorre ora specificare come si potrebbe utilizzare questo tipo di collaborazione in modo consentito dalla legge e senza compromettere le opere d’arte, lasciando queste alle competenze di restauratori qualificati.

Tutte le istituzioni che vorrebbero utilizzare il volontariato di associazioni o singoli per la manutenzione di opere d’arte dovrebbero innanzitutto conoscere la legislazione nazionale, in particolare leggi e decreti citati in precedenza.

È comprensibile che in un periodo di crisi economica e mancanza di fondi si pensi al volontariato come soluzione di situazioni problematiche, ma prima occorre definirne le competenze.

La prima possibilità di organizzazione del volontariato è il suo ricondurlo a gruppi o associazioni, non lasciando che cittadini volenterosi accedano singolarmente a funzioni di analisi del patrimonio culturale.

Parallelamente può essere un forma di controllo ed osservazione periodica dello stato delle opere, da portare avanti in collaborazione con soprintendenze e restauratori qualificati.

Le associazioni o gruppi di volontari, possono

  • raccogliere dati sullo stato di conservazione delle opere, con controlli periodici,
  • verificarne le modifiche, e segnalarle agli organi competenti, soprintendenze e proprietari.

Possono anche cercare di attivare canali di crowdfunding per finanziarne gli interventi necessari, da affidare a restauratori qualificati.

In nessun caso si può delegare strutture di volontariato a sostituirsi alle professionalità pertinenti manutenzione e restauro delle opere d’arte: storici dell’arte, funzionari delle soprintendenze, restauratori di beni culturali; anche una semplicissima spolveratura, in presenza di superfici decoese, può danneggiare l’opera su cui si interviene.

Non si può lasciare intervenire persone inesperte, seppur volenterose.

In conclusione, occorre intervenire per una definizione di compiti e ruoli, a maggior ragione ora che stiamo portando a compimento l’iter di qualificazione dei restauratori di opere d’arte e beni culturali.

 

Auguri …