L’emozione del Guercino e del suo dramma sacro, nella sua Cento

Il Guercino teneva molto a questa chiesa, e lo stesso legame è quello che la unisce agli abitanti di Cento. Che dal 2012 però non vi possono più entrare: duramente colpita dal sisma che, nel maggio di quell’anno, ha squassato le province di Modena, Ferrara, Mantova e Rovigo, la chiesa del Rosario da quell’anno non è più agibile, né ancora si riesce a immaginare una data a partire dalla quale i centesi potranno tornare a vederla aperta e in attività. Nel frattempo occorreva tuttavia agire per far sì che almeno le opere conservate al suo interno non fossero celate alla vista di cittadini e forestieri: Cento si rispecchia nel Guercino, il pittore è il nume tutelare di questa città, è un luminoso faro della comunità, gli abitanti lo considerano una specie di patrono laico e non ufficiale. Mossi da questa consapevolezza e dall’amore nei confronti del loro grande artista, i centesi, dopo il terremoto dell’Emilia, sistemate le persone e avviata e condotta a buon punto la ricostruzione, hanno lavorato per dar finalmente accoglienza a ciò che fin dalle prime scosse non era più dato vedere: le opere del Guercino che si trovavano negli edifici sferzati dai movimenti della terra. Sette anni più tardi, trovata una sede adatta, ovvero la settecentesca chiesa di San Lorenzo, trasformata per l’occasione in Pinacoteca, i dipinti di Giovanni Francesco Barbieri sono nuovamente visibili, e ciò ch’era un tempo nei musei e nelle chiese della città adesso forma il percorso della mostra Emozione barocca. Il Guercino a Cento, allestita nella nuova “Pinacoteca San Lorenzo” e nella Rocca di Cento, e curata da Daniele Benati.

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