QA turismo cultura & arte-Nuovi dettagli sulle ultime scoperte nel sito archeologico di Luni

01/12/2019 Federico Maria Santilli

Di particolari inediti si arricchiscono le scoperte fatte nel sito archeologico di Luni, in provincia di La Spezia, nel corso delle ultime campagne di scavo condotte dall’Università di Pisa.

All’inizio dello scorso ottobre era stato rinvenuto nel quartiere di Porta Marina un tempio risalente alla seconda metà del I secolo d.C., testimonianza della colonia romana di Luna fondata nel 177 a.C., che si affaccia proprio sul cardo maximus, la strada principale della città con andamento nord-sud, e sorge all’interno di quella che si pensava fosse soltanto una “semplice” domus. Purtroppo l’alto podio su cui venne costruito è andato completamente perduto ma, considerando le fondazioni dei vani di servizio al di sotto della cella e del pronao, gli archeologi sono riusciti a ricostruire la pianta dell’edificio, che risulta essere a cella unica quadrangolare e appare simile a quella di altri templi dell’epoca presenti nella stessa Luni, come, ad esempio, quello di Diana. Simonetta Menchelli, docente dell’Università di Pisa e coordinatrice degli scavi ha inoltre affermato che “nella prossima campagna nel 2020, l’obiettivo sarà di portare alla luce i resti della scalinata di accesso al tempio, al quale si arrivava appunto dal cardo maximus”.

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QA turismo cultura & arte-Tornato a casa restaurato dal Museo Getty di LA il satiro di Ercolano. Ai raggi X ‘racconta’ l’eruzione del 79 d.C.

28/11/2019 Maksym Rozhkovskyy

Raggi X e ricostruzioni 3D rivelano le cicatrici lasciate dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. sulla scultura del Satiro Ebbro della Villa dei papiri di Ercolano e mostrano che l’opera è solo per metà originale: l’altra metà risente del restauro fatto nel ‘700. Emerge dalle ricerche fatte dal Museo Getty di Los Angeles, che ha restituito l’opera al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) dopo un restauro durato 11 mesi e l’esposizione a Malibù di circa un mese.

Secondo l’Ansa, il restauratore Erik Risser del Paul Getty Museum di Los Angeles ha affermato: “Siamo partiti da un esame non invasivo del manufatto, usando varie tecniche, tra cui la radiografia in 3D, fatta da varie angolazioni che ci ha fornito scansioni che abbiamo ricomposto al computer”. L’esame “ha rivelato sia i punti di saldatura sia i punti di intervento settecentesco”.

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Pompei, riapre via del Vesuvio con la casa di LEDA E IL CIGNO – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

[…] La Domus di Leda e il cigno è stata rinvenuta lungo via del Vesuvio, durante gli interventi di messa in sicurezza e riprofilamento dei fronti di scavo. La casa prende il nome dal raffinato affresco presente in un cubicolo (stanza da letto). La scena piena di sensualità rappresenta il congiungimento tra Giove, trasformatosi in cigno, e Leda, moglie di Tindaro re di Sparta. Dal doppio amplesso, prima con Giove e poi con Tindaro, nasceranno, fuoriuscendo da uova, i gemelli Castore e Polluce (i Dioscuri), Elena – futura moglie di Menelao re di Sparta e causa della guerra di Troia – e Clitennestra, poi sposa (e assassina) di Agamennone re di Argo e fratello di Menelao.

L’intera stanza è caratterizzata da decori raffinati di IV stile, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti, nature morte e scene di lotte tra animali. Finanche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama. […]

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Il Polittico Griffoni, capolavoro del rinascimento, arriva a Bologna – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

Bologna – “Genus Bononaie. Musei nella città”, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, e per iniziativa del suo presidente, il prof. Fabio Roversi Monaco, presenta al pubblico la mostra dedicata a uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano: il Polittico Griffoni di Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti risalente al 1472.

Un evento che, per la prima volta dopo 300 anni, dal 12 marzo al 28 giugno, riunisce a Palazzo Fava, le 16 tavole originali, grazie a straordinari prestiti di tutti i musei proprietari, dalla National Gallery di Londra, alla Pinacoteca di Brera di Milano, dal Louvre di Parigi, alla National Gallery of Art di Washington, solo per citarne alcuni.

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QA turismo cultura & arte-Prima mummia sottoposta alla tomografia computerizzata al J Medical di Torino

25/11/2019 Lorenzo Maria Lucenti

È stata effettuata, lo scorso sabato al J Medical di Torino, la prima tomografia computerizzata con acquisizione “spirale multislice” di una mummia, risalente al 2500 a.C. circa, appartenente al Museo di antropologia ed etnografia dell’Università di Torino. Il progetto approfondirà lo studio sulle mummie egizie e incentiverà gli studi sulla conservazione dei resti umani di interesse storico archeologico.

La mummia in questione è stata scoperta nel 1920 nel sito di Gebelein (Alto Egitto), durante la Missione Archeologica Italia, in cui prese parte il professor Giovanni Marro, medico antropologo, nonché fondatore del Museo di Antropologia ed Etnografia. Attualmente il reperto è conservato al Centro di Conservazione e Restauro della Venaria Reale con altre 23 mummie, appartenenti alla stessa collezione.

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QA turismo cultura & arte-Tato Futurista Inventore dell’aeropittura

23/11/2019 Laura Gigliotti

E’ una mostra particolare, aperta per un tempo brevissimo, dal 21 novembre al 6 dicembre, in un luogo particolare, l’ex  Convento delle Benedettine di Vicolo Valdina. Una personale di un solo artista, il futurista Tato, come si rinominò, considerato l’inventore dell’aereopittuta. Nato a Bologna  nel 1896, morto a Roma nel 1974, appartiene  al cosiddetto “secondo futurismo”. Dopo le vicende fondative degli anni dieci – venti, non si tratta più di una sfida a un presente “passatista” in nome di un’anticipazione di futuro, ma di saper rispondere al confronto  con un presente ormai “avanzato” da interpretare più che scavalcare, annotava Enrico Crispolti nel poderoso catalogo della mostra sul Futurismo al Palazzo delle Esposizioni nel 2001. Una diversa realtà che implica “nuove condizioni di visione, nuove emozioni, nuovi traguardi immaginativi”.

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La Pietà Bandini di Michelangelo va in restauro. “Ecco perché e come eseguiremo l’intervento”

[…] Il 23 novembre 2019 si apre un nuovo capitolo della storia della Pietà Bandini: la scultura dev’essere infatti sottoposta a un restauro, il cui termine è previsto per l’estate del 2020: si tratterà tuttavia di un intervento visibile al pubblico, che potrà seguire tutte le operazioni osservando i restauratori al lavoro, grazie a un cantiere aperto appositamente progettato con questo scopo, all’interno dello stesso Museo dell’Opera del Duomo. L’intervento è stato commissionato dall’Opera di Santa Maria del Fiore, ha ricevuto il finanziamento dalla Fondazione Friends of Florence, sotto la tutela della Soprintendenza Architettura, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, ed è stato affidato a Paola Rosa, che sarà coadiuvata da un team di professionisti formatisi all’Opificio delle Pietre Dure e con alle spalle un’esperienza trentennale su opere scultoree di grandi artisti della storia dell’arte, tra i quali lo stesso Michelangelo. […]

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QA turismo cultura & arte-Restaurata la pala di Benozzo Gozzoli, la Madonna col Bambino e santi

18/11/2019 Lorenzo Maria Lucenti

[…]L’intervento di restauro si è concentrato sugli strati pittorici, utilizzando la tecnica del “sottovuoto localizzato” che consente il restauro in loco, quindi senza dover spostare l’opera in questione. Oltre agli strati di colore è stato restaurato il supporto della pala; i quattro assi di legno, che compongo il supporto, risultavano essere fin troppo rigidi, causando tensioni sulla superficie pittorica. Gli assi sono stati quindi sfilati e scomposti in tre sezioni longitudinali, poi ricollegati con elementi elastici, il tutto proprio per garantire una migliore stabilità e conservazione.[…]

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Il patrimonio e le nuove tecnologie di stampa 3D architettonica – Il Giornale del Restauro e del Recupero dell’Arte

Gli ambiti del restauro e della conservazione dei beni culturali sono estremamente connessi al progresso […]

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Imago splendida. Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento | Eventi e mostre | Musei Civici d’Arte Antica | Iperbole

La mostra organizzata presso il Museo Civico Medievale, in collaborazione con la Curia Arcivescovile di Bologna, l’Università di Bologna e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia è incentrata sull’affascinante e poco studiata produzione scultorea a Bologna tra XII e XIII secolo. L’esposizione, curata da Massimo Medica e da Luca Mor, è l’occasione per presentare per la prima volta alcuni rarissimi capolavori lignei della città, alcuni dei quali restaurati per l’occasione.Tali opere, principalmente grandi crocifissi, consentiranno di fissare una nuova tappa verso la comprensione dei modelli di riferimento nella Bologna di quel tempo. Qui, del resto, il Medioevo fu animato da un fiorente clima multiculturale, favorito sia dalla posizione strategica della città sulla Via Emilia, quindi tra gli Appennini e le direttrici verso l’Oltralpe, sia per la nascita nel tardo XI secolo di una celebre scuola giuridica.Una realtà così cosmopolita garantì un impulso costante per i contatti internazionali, l’indotto dei commerci, lo sviluppo urbano e, non ultime, le commissioni artistiche, tra cui quelle di arredi liturgici e tesori ecclesiastici destinati a soddisfare le crescenti esigenze devozionali. Oggi però di questi manufatti rimane assai poco, come documenta la scultura lignea medievale che, anche a causa della deperibilità del materiale, a Bologna conta soltanto pochi esempi secondo una tendenza che accomuna tutti i grandi centri italiani.

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