Pulitura su opere.

Fatto un attento esame dell’opera, avviamo le azioni di pulitura.

Iniziamo con un’accurata, seppur leggera, spolveratura.

In questa fase avremo cura di valutare lo stato di coesione superficiale: non sempre si tratta di un unico materiale, e ci possono essere sollevature e/o distacchi del film superiore, sia esso uno strato pittorico, o una doratura, o un’impiallacciatura.

In questo caso fissiamo sollevature e distacchi con collanti e pressori, riprendendo il lavoro quando avremo la certezza che i leganti aggiunti siano solidificati.

Anche nel caso di opere lapidee, avremo l’opportunità, di valutare la coesione dei materiali e la loro resistenza ai trattamenti successivi, senza danneggiamento di alcun tipo.

Spolverate le superfici, avendo la consapevolezza della loro integrità, passiamo alla pulitura con tecnologie e materiali che non risultino invasivi e degradanti delle superfici e delle patine originarie, ma ci aiutino ad eliminare soltanto patine improprie e sporco.

Una descrizione più articolata delle procedure, per una pulitura ottimale, la si può reperire qui.

pulitura dipinto ad olio
pulitura parziale di un dipinto ad olio

Sia che si debba restaurare, che manutenere un’opera, la pulitura costituisce l’intervento più importante che affronteremo.

È in queste fasi che approcceremo il metodo corretto per la salvaguardia del bene e delle sue superfici, in particolare se stiamo intervenendo su opere policrome o dorate.

I nostri interventi avranno la finalità di preservare il bene, senza modificarlo né danneggiarlo, quindi le nostre prime valutazioni riguardano la tipologia dello sporco che incontriamo, se e come intervenire.

Intervento di pulitura su superfici dorate o policrome.

Eliminata la polvere, incontreremo “patine” composte di depositi vari e/o film superficiali di vecchi strati protettivi.

Decideremo per la loro rimozione, totale o parziale, o il mantenimento sulla base di alcune considerazioni.

Uno dei motivi per sceglierne la rimozione, è costituito dall’impedimento che può frapporre alla leggibilità dell’opera, ne filtra, copre o nasconde le cromie originali.

Se costituiscono anche un fattore di degrado per l’opera, interverremo certamente con la loro rimozione: è una delle poche certezze.

Se sappiamo che una delle sostanze presenti ossidandosi si irrigidisce comportando la compromissione dello strato pittorico provocando microfessure o sfogliamenti o un diverso degrado, dobbiamo asportarla, con le dovute attenzioni.

pulitura da eseguire
un particolare di decorazione da pulire.

In altri casi, potremmo decidere per la rimozione in quanto potrebbe facilitare gli interventi di restauro o manutenzione della patina pittorica.

Dopo aver analizzato come questi corpi “estranei”, non coevi, possono avere interagito con gli strati superficiali, di colore, di doratura o preparazione di fondo.

pulitura eseguita
decorazione dopo pulitura.

Se asportandoli, rischiamo di eliminare parte delle patine originali, ci conviene lasciarli.

È meglio non intervenire se si sono alterati nel tempo ed hanno acquisito caratteristiche molto simili a quelle delle cromie con cui sono in contatto.

Teniamo sempre presente che in un futuro più o meno prossimo possono essere trovati nuovi materiali, sviluppate nuove tecnologie, più selettivi/e di quanto abbiamo disponibile.

 

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