QA turismo cultura & arte-Il MANN inaugura una nuova mostra, i protagonisti sono gli Etruschi

[…] L’esposizione è divisa in due sezioni, la prima è dedicata alle attività degli Etruschi in Campania, mentre la seconda è incentrata sulle diverse collezioni acquisite dal MANN a partire dal XIX secolo. Tra i reperti più significativi nella prima sezione c’è la tomba 104 Artiaco di Cuma, risalente alla fine dell’VIII secolo a.C., in cui il rituale corredo greco è più che arricchito da raffinati manufatti etruschi, fra i quali un affibbiaglio a spranghe in oro e argento – restaurato per l’occasione – decorato con quattro caratteristiche sfingi orientali; un’ eccezionale testimonianza del melting pot culturale risultato dei rapporti con gli insediamenti dei Greci nel periodo definito dagli studiosi “orientaleggiante”. Questo corredo dialoga “a stretto contatto” con un altro corredo, quello quasi completo della celeberrima tomba Bernardini di Palestrina, databile 675-650 a.C., in prestito dal Museo di Villa Giulia, una tra le sepolture più ricche che il mondo antico abbia restituito. Altri reperti visibili in questa sezione sono quelli della tomba 201 di Calatia, l’antica Maddaloni, sepoltura di una donna aristocratica vissuta nel pieno periodo orientaleggiante; materiali che arrivano dalla necropoli di Cales nell’attuale territorio di Calvi Risorta; reperti da Capua; oggetti da Suessula (Acerra), tra cui un pendaglio pettorale in bronzo laminato con pendenti in bronzo fuso dell’VIII secolo a.C. restaurato e ricomposto proprio in occasione della mostra. Nella seconda sezione è invece possibile ammirare lo splendido “Bronzetto dell’offerente dell’Elba”, primo reperto etrusco arrivato al MANN, ritrovato nel 1764 e donato a Carlo III di Borbone, o ancora la raccolta Borgiana, acquisita nel 1815, ovvero un gruppo di reperti rinvenuto nell’agro romano nel 1696 che comprendeva materiali originali e falsi e che poi finì nella collezione del cardinale Stefano Borgia. […]

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Ecco l’Ombra di San Gimignano: finalmente rivelata la straordinaria scoperta etrusca

È stata finalmente rivelata una delle più importanti scoperte di archeologia etrusca degli ultimi anni: si tratta dell’Ombra di San Gimignano, una meravigliosa e sorprendente statuetta votiva in bronzo rinvenuta nel 2010 nel territorio di San Gimignano (Siena) durante alcuni lavori di ristrutturazione di un edificio privato nei pressi del torrente Fosci, tra le colline che da San Gimignano scendono verso la Valdelsa. La statua è esposta per la prima volta al pubblico al Museo Archeologico di San Gimignano nell’ambito della mostra Hinthial. L’Ombra di San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani (dal 30 novembre 2019 al 31 maggio 2020).

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