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QA turismo cultura& arte-Archeologia: scoperto l’ingresso dell’Agorà di Segesta

In Sicilia, il parco archeologico di Segesta si appresta a riaprire presentando il nuovo e monumentale ingresso all’Agorà, rinvenuto durante la campagna di scavi, in corso di realizzazione.

L’area era stata scavata già negli anni ’90, ma oggi sono sorte nuove e importantissime scoperte. Insieme all’ingresso dell’Agorà è stata rinvenuta “anche una significativa epigrafe, che potrà essere ammirata grazie a un nuovo percorso pedonale che consentirà di godere della parte più monumentale dell’antica Segesta e dal quale si potrà agevolmente ammirare l’ala Nord-Est della “Stoà” (il porticato), un edificio su due piani di eccezionale valore, che è stato rimesso in luce grazie alle ricerche condotte in convenzione con i professori Carmine Ampolo e Cecilia Parra della Scuola Normale Superiore di Pisa”, afferma in una nota la Regione siciliana.

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QA turismo cultura& arte-Pompei: rinvenuto integro carro cerimoniale a quattro ruote

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QA turismo cultura& arte-Nuove scoperte per la “Pompei D’Oriente” Shahr-i Sokhta

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QA turismo cultura& arte-Archeologia Egitto: il “poggiatesta” di Tutankhamon una storia ancora da scrivere

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QA turismo cultura & arte-A Villa Adriana (Tivoli) scoperto un triclinio sull’acqua, unico nel suo genere

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QA turismo cultura & arte-Scoperta l’aquila reale dei sacrifici aztechi

Gli esperti del Templo Mayor Project (PTM) dell’Istituto nazionale di antropologia e storia del Messico (INAH) hanno scoperto un bassorilievo che raffigura l’immagine di un’aquila un’aquila reale, con le piume a forma di coltelli, simbolo dei riti sacrificali dell’impero degli Atzechi. Il ritrovamento è un eccezionale esempio di scultura messicana che dimostra che il Templo Mayor, la Grande Piramide, il tempio principale di Tenochtitlán, “ha ancora grandi segreti da rivelare”, come afferma il segretario alla Cultura messicano, Alejandra Frausto Guerrero.

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Nuove prospettive di valorizzazione e conservazione dei Beni Culturali e Archeologici con gli Scanner 3D |Documentazione – Archeomatica

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QA turismo cultura & arte-Il MANN inaugura una nuova mostra, i protagonisti sono gli Etruschi

[…] L’esposizione è divisa in due sezioni, la prima è dedicata alle attività degli Etruschi in Campania, mentre la seconda è incentrata sulle diverse collezioni acquisite dal MANN a partire dal XIX secolo. Tra i reperti più significativi nella prima sezione c’è la tomba 104 Artiaco di Cuma, risalente alla fine dell’VIII secolo a.C., in cui il rituale corredo greco è più che arricchito da raffinati manufatti etruschi, fra i quali un affibbiaglio a spranghe in oro e argento – restaurato per l’occasione – decorato con quattro caratteristiche sfingi orientali; un’ eccezionale testimonianza del melting pot culturale risultato dei rapporti con gli insediamenti dei Greci nel periodo definito dagli studiosi “orientaleggiante”. Questo corredo dialoga “a stretto contatto” con un altro corredo, quello quasi completo della celeberrima tomba Bernardini di Palestrina, databile 675-650 a.C., in prestito dal Museo di Villa Giulia, una tra le sepolture più ricche che il mondo antico abbia restituito. Altri reperti visibili in questa sezione sono quelli della tomba 201 di Calatia, l’antica Maddaloni, sepoltura di una donna aristocratica vissuta nel pieno periodo orientaleggiante; materiali che arrivano dalla necropoli di Cales nell’attuale territorio di Calvi Risorta; reperti da Capua; oggetti da Suessula (Acerra), tra cui un pendaglio pettorale in bronzo laminato con pendenti in bronzo fuso dell’VIII secolo a.C. restaurato e ricomposto proprio in occasione della mostra. Nella seconda sezione è invece possibile ammirare lo splendido “Bronzetto dell’offerente dell’Elba”, primo reperto etrusco arrivato al MANN, ritrovato nel 1764 e donato a Carlo III di Borbone, o ancora la raccolta Borgiana, acquisita nel 1815, ovvero un gruppo di reperti rinvenuto nell’agro romano nel 1696 che comprendeva materiali originali e falsi e che poi finì nella collezione del cardinale Stefano Borgia. […]

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QA turismo cultura & arte-Archeologia: la scoperta di rilievi rupestri dell’VIII secolo a.C. candidata per l’International Archaeological Discovery Award

04/06/2020 Ilaria Inchingolo

[…]A settembre e ottobre 2019 una missione congiunta italo-curda ha trovato presso il sito archeologico di Faida dieci imponenti rilievi rupestri di epoca assira (VIII-VII secolo a.C.) scolpiti nella roccia lungo un antico canale d’irrigazione di quasi 7 km di lunghezza. Il canale di Faida, alimentato da un sistema di risorgenti carsiche, venne fatto scavare, con molta probabilità, dal sovrano assiro Sargon II (721-705 a.C.) alla base di una collina.

I pannelli ritrovati, piuttosto imponenti, lunghi 5 metri ed alti 2, rappresentano divinità e animali sacri. Le immagini raffigurate mostrano il dio Assur, la più importante divinità assira, sopra un dragone e un leone con corna, sua moglie Mullissu, seduta su un trono sorretto da un leone, il dio della Luna Sin, anch’egli su un leone con corna, il dio della Sapienza, Nabu, su un dragone, il dio del Sole, Shamash, su un cavallo, il dio della Tempesta, Adad, su un leone con corna e un toro e Ishtar, la dea dell’Amore e della Guerra su un leone.[…]

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QA turismo cultura & arte-Egitto, scoperta rara statua di Ramses durante uno scavo clandestino

15/12/2019 Federica Giosi

Riportata alla luce una straordinaria statua in granito rosa del faraone Ramses II, a circa 20 km dalle piramidi di Giza. Il reperto è il primo busto del genere ad essere rinvenuto nella zona.

Come è stato reso noto, durante una conferenza stampa a Il Cairo, il reperto è stato trovato la scorsa settimana dalla squadra di archeologi del Ministero a sud-ovest della capitale egiziana.

L’importante scoperta è frutto di una vicenda fortuita: uno scavo non autorizzato avviato da un uomo di 62 anni che si era messo a scavare sotto la propria abitazione nel villaggio di Mit Rahina, non lontano dall’antica città di Menfi. L’operazione illegale è stata interrotta, lo scorso novembre, con l’arresto dell’uomo, ma gli archeologi del Consiglio superiore delle antichità egizie hanno deciso di continuare gli scavi (questa volta autorizzati).

Nel busto-ritratto Ramses il Grande indossa una parrucca e una grande corona. La parte superiore della statua (l’unica ritrovata intatta) misura 1,05 metri di altezza ed è larga 45 centimetri. Gli esperti hanno confermato l’identificazione della statua grazie a un epitaffio solitamente associato a Ramses, “Nakht Mari Matt” (forte toro), inciso sul retro della scultura. Moustafa Waziri, segretario generale del Consiglio superiore delle Antichità egizie, ha precisato che la statua immortala Ramses II nella posa di “Elka”, che è un “simbolo di forza, vitalità e spirito”. […]

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